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Digital Transformation & Italia: a che punto siamo?

di Davide Carta
Assistant Copywriter

Digital Transformation & Italia: a che punto siamo?

Digital Transformation: un treno da non perdere
Se volessimo definire la quarta rivoluzione industriale come il percorso ferroviario che ci porta al progresso, potremmo paragonare la Digital Transformation a un treno ad Alta Velocità che il nostro Paese non può permettersi di perdere.

Ma cosa si intende per Digital Transformation? Si tratta di un concetto molto ampio, che per essere compreso e attuato necessita di un approccio olistico. Con il termine Digital Transformation si intende l'insieme di cambiamenti tecnologici, culturali, organizzativi dettati dal progresso tecnologico che interessano le aziende in tutte le loro componenti e che ne modificano, ottimizzandoli, tutti i processi: da quelli produttivi a quelli amministrativi, passsando per quelli organizzativi e comunicativi.

Nello specifico, il processo di trasformazione digitale porta a un totale ripensamento in chiave digitale dei processi e delle strategie aziendali attraverso l’adozione di nuove tecnologie, competenze e nuovi strumenti digitali. Per far sì che questo cambiamento avvenga e sia funzionale a una maggiore efficienza delle organizzazioni aziendali è necessario che all’interno e all’esterno di esse si sviluppino due elementi basilari: le competenze e l'approccio. Le prime andrebbero sviluppate su due fronti, uno istituzionale e uno di mercato: in primis a partire dai primi luoghi di formazione dell’individuo, come la scuola e l’università che oggi, purtroppo, non soddisfano appieno le richieste del mercato del lavoro; in secondo luogo la diffusione delle competenze deve avvenire all’interno dell’azienda e deve coinvolgere ogni singolo componente. Per quanto concerne l’approccio da adottare invece, esso deve essere multidisciplinare e propenso al cambiamento, alla sperimentazione: le imprese dovrebbero iniziare a capire la stretta correlazione tra investimenti di lungo periodo nel digitale e il raggiungimento di una maggiore competitività sul mercato; troppo spesso sono afflitte da una miopia imprenditoriale che impedisce loro di comprendere il valore strategico dell’innovazione.

Il punto sull’Italia: il divario tra PMI e grandi aziende
Come già accennato, il processo di digitalizzazione rappresenta un’enorme opportunità di sviluppo per le imprese (grandi, medie e piccole) e per la Pubblica Amministrazione. A oggi, stando al rapporto del DESI (Digital Economy and Society Index) istituito dalla Commissione Europea, l’Italia si trova al 25esimo posto per livello di digitalizzazione dell'economia tra i 28 Stati membri. La situazione, per quanto leggermente migliorata rispetto all’anno precedente, non è sicuramente delle più rosee.

Analizzando il rapporto dell’ISTAT del 2018 sulla situazione generale delle imprese italiane in termini di digitalizzazione, emerge infatti che:

  • il 63% delle imprese hanno un basso livello di digitalizzazione;
  • il 32% ha un medio livello di digitalizzazione;
  • il 5% ha un alto livello di digitalizzazione.

Inoltre, dall’analisi del report emerge un grosso divario tra il livello di digitalizzazione delle grandi imprese e quello delle PMI: NEL 44% delle imprese con almeno 250 addetti sono presenti alti livelli di digitalizzazione, mentre nelle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti solo il 12,2%. Considerando che in Italia, l’86% delle imprese totali sono PMI, il dato non è sicuramente incoraggiante. A frenare il processo di digitalizzazione della gran parte delle aziende nazionali di piccola e media dimensione sono molteplici elementi:

  • La mancanza di una cultura digitale diffusa, che impedisce di comprendere le reali opportunità derivanti dall’innovazione;
  • Mancanza di risorse che porta l’azienda a rinunciare agli investimenti nelle nuove tecnologie e nello sviluppo;
  • La paura del cambiamento che frena gli imprenditori, i quali di fronte alla difficoltà di dover ripensare i processi aziendali, di sperimentare nuove tecniche e nuovi metodi, di promuovere la diffusione di nuove competenze nell’azienda, preferiscono rimanere ancorati a quelli che considerano i loro porti (apparentemente) sicuri, dimenticandosi che è il rischio di impresa a far muovere l’azienda stessa.

L'insieme di questi fattori porta le PMI a vedere la digitalizzazione non tanto come l'opportunità di riduzione dei costi, una maggiore efficienza dei processi aziendali e un grado piu alto di competitività sul mercato, ma piuttosto come un rischio per il lavoro tradizionale, o addirittura come un percorso da intraprendere “quando e se c’è tempo”. Quando l’unico rischio, se si continua di questo passo, è quello di restare indietro.

Diversa è la situazione delle organizzazioni aziendali italiane di grandi dimensioni: alcune di esse inseriscono nella top 20 mondiale per livello di digitalizzazione, dimostrandosi dirette concorrenti delle grandi compagnie europee e internazionali. Basti pensare che:

  • Il 52% ha in programma investimenti riguardanti l’Intelligenza Artificiale;
  • Il 37% programma investimenti in IOT (Internet of Things);
  • Il 70% in cybersecurity.

Digitalizzazione e PA
Per sbloccare la situazione dell’economia italiana in termini di sviluppo tecnologico, sarebbe utile un input da parte dell’istituzioni, i primi soggetti che dovrebbero essere gli acceleratori del processo.

Anche in ambito istituzionale però, la situazione è decisamente migliorabile. Infatti, nonostante il lancio del programma di digitalizzazione promosso dall’UE nel 2012, poi declinato formalmente nell’ordinamento giuridico nazionale, la PA si trova oggi in una situazione di stallo. Il freno al processo di digitalizzazione è dovuto principalmente alla mancanza di competenze tecniche, di management e informatiche interne necessarie a guidare lo sviluppo; tale mancanza si traduce in una scarsa capacità decisionale e di gestione delle spese in ICT. Anche all’interno delle istituzioni dunque, emerge la primaria necessità di diffusione e acquisizione delle competenze digitali affinché riparta il processo di sviluppo. Digitalizzare la PA significa snellirne e velocizzarne la burocrazia, garantire una migliore assistenza al cittadino e un più efficiente meccanismo di erogazione dei servizi. In poche parole, digitalizzare la PA vuol dire ottimizzarne in tutto e per tutto il funzionamento.